Corona pasquale: tra ricetta e cuoriosità

Avete mai provato la ciambella pasquale? Questa corona di pane, oltre ad esser buonissima, rinchiude in sè  moltissime  simbologie  della Pasqua, alcune risalenti addirittura ai tempi degli antichi Greci.

In questo articolo vi daremo la ricetta con erbette e ghrigli di Cuor di Noce, e ripercorreremo le connessioni con la Pasqua .

CURIOSITÀ

La corona di pane si prepara il Giovedì Santo per esser gustata durante il pranzo della Domenica di Pasqua ed è di per sé un piatto povero. Necessita di pochi ingredienti ovvero acqua, farina, lievito, uova e, nel nostro caso, tarassaco e gherigli di Cuor di Noce.

La sua forma ci rimanda alla corona di spine che Cristo indossa durante il percorso della Via Crucis, durante il calvario che precede la crocifissione del Venerdì Santo. Allo stesso tempo, il termine “corona “deriva dal latino “Coronis” che letteralmente indicava la fine di un capitolo e l’inizio di uno nuovo. In questo caso il vecchio capitolo è la vita terrena e quello nuovo è la vita eterna ottenuta con la morte e resurrezione.

La farina è l’ingrediente più importante della preparazione e deriva dal dal grano: un chicco frantumato, rotto più e più volte per creare la farina che verrà usata per fare il pane. Anche qui i riferimenti sono molto semplici: la macinatura è ancora una volta il calvario del Cristo e il pane rimanda all’eucarestia domenicale.

La farina ha bisogno del lievito: grazie ai lieviti, infatti, l’impasto prende vita e rinasce. Anticamente, durante la Quaresima si doveva consumare solo pane azzimo ed il lievito era vietato fino alla Domenica di Pasqua. Questa usanza è stata tramandata dagli Ebrei, i quali nella stessa giornata in cui noi festeggiamo la resurrezione,  festeggiamo la liberazione dall’Egitto e l’esodo nella Terra Promessa chiamata Pèsach o Pesah.

fonte immagine:www.lacooltura.com

Come decoro si usa inserire nella corona di pane alcune uova intere…ecco un altro simbolo: l’uovo.

Da sempre emblema di perfezione ed eternità con la sua forma perfetta, l’uovo rappresenta la vita e la rinascita.   Gli antichi romani erano soliti a dipingere un uovo di rosso e sotterrarlo nei campi in primavera, durante il periodo di Pasqua, come segno di buon auspicio per il nuovo raccolto, mentre i Greci si scambiavano uova durante i Piccoli Misteri Eleusini, dette anche feste primaverili.

Analogie ce ne sarebbero ancora molte, ma è tempo della ricetta!

INGREDIENTI

  • 600gr di semola di grano duro rimacinata
  • 370gr di acqua
  • 12gr di lievito di birra
  • 100gr di Tarassaco (potete sostituirlo con altre erbe a vostro piacimento)
  • 120gr di gherigli di Cuor di Noce
  • 3 cucchiai di Olio extra vergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 4 uova

PREPARAZIONE

Sciogliere il lievito nell’acqua

Setacciare la farina e impastarla con l’acqua aggiungendone poca alla volta. Versata metà acqua aggiungiamo lo zucchero e continuaiamo ad impastare fino a quando otteniamo un impasto elastico che si stacca dalla planetaria senza resistenza.

Aggiungiamo il sale, l’olio e continuiamo ad impastare fino all’assorbimento di questi ultimi due ingredienti.

Trasferiamo l’impasto in una terrina, e la copriamo con un canovaccio umido. Lasciamo lievitare fino al raddoppio (circa 2h) . Si consiglia la lievitazione in forno spento ma con luce accesa.

Mentre l’impasto lievita prepariamo le erbette sbollentare in padella con un filo di olio per qualche minuto e tritiamo i gherigli.

Ora prendiamo l’impasto e lo dividiamo in tre parti: con ciascuno formiamo un filoncino. Appiattiamo il filoncino e al centro mettiamo le erbette e le noci, poi lo richiudiamo avvolgendolo su se stesso.

Ripetiamo l’operazione anche per chi altri due filoncini.

Ora disponiamo i tre filoncini sul piano di lavoro una accanto all’altro e intrecciamoli fino a creare una treccia che andremo a chiudere congiungendo le 2 estremità.

Lasciamo riposare per  40 minuti.

La nostra corona è quasi pronta: posiziona 3 uova a tuo piacimento quindi al centro  o affondali nella treccia, poi spennella la corona con un uovo sbattuto e inforna con forno statico già bello caldo a 180°C per 40-50 minuti.

 

Buon appetito e buona Pasqua!

 

 

 

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