La Fugassa di Pasqua: una tradizione veneziana

Quando l’uovo di cioccolato era ” da siori” e ben pochi bambini avevano il privilegio di  gustarlo a Pasqua,  nelle campagne veneziane regnavano uova di gallina e Fugasse .

I bambini orgogliosi correvano nel pollaio a prender le uova più grandi, le facevano bollire con erbe, cipolle, foglie, cavoli e altri ingredienti per colorarle, e poi, una volta cotte, le decoravano con piccoli disegni.  Tra rondini e fiori riproducevano gli elementi della natura che li circondava adattandoli alla loro fantasia.

Le donne di casa, invece, mentre gli uomini erano nei campi a lavorare, con tanta pazienza preparavano la Fugassa veneziana ovvero, un pane arricchito con zucchero, uova e burro, che richiede almeno 3 lievitazioni.

La fugassa“, in italiano focaccia, è il dolce per eccellenza che in questo periodo profuma tutte la case del Veneto con la sua dolce fragranza di burro, facendo innamorare chiunque la assaggi con la sua incredibile leggerezza. E’ il dolce simbolo della rinascita e, quindi, della Pasqua.

La storia narra che sia stata l’influenza del cristianesimo, arrivato a Venezia già in epoca apostolica  dalla città di Alessandria D’Egitto, a portare questa bontà. A supporto di questa teoria, nel battistero della Basilica di San Marco potete ammirare il ” banchetto di Erode”. Un mosaico davvero affascinante dal punto di vista gastronomico: nella tavola apparecchiata per i festeggiamenti si notano tra i tanti alimenti anche delle pagnotte di pan-dolce, dalle quali poi si è sviluppata la  fugassa.

 

La leggenda, invece, narra che un panettiere di Treviso prese l’impasto del pane e lo nobilitò aggiungendo burro, uova e zucchero, creando un soffice omaggio per le sue clienti. Un meccanismo semplice e molto usato in passato che Massimo Montanari, esperto di storia della cucina, ci spiega così:

Si prende un cibo di tutti i giorni, lo si arricchisce di ingredienti speciali, se ne modifica il sapore. La magia è fatta: il cibo quotidiano è diventato il cibo della festa”.

Scegliete la storia o la tradizione, ma assaggiatene un fetta e non vedrete l’ora di passare in Veneto, nel periodo pasquale, per mangiarlo di nuovo! E magari fare una vista a Cuor di Noce!

 

Buona Pasqua !!!

 

 

 

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