La magia della notte di San Giovanni e il Nocino

Tra pochi giorni, il 23 giugno, e il 24 sarà San Giovanni. La tradizione vuole  che in questa notte si raccolgano le noci per realizzare il Nocino, proprio durante  la  notte delle streghe.

Avete mai sentito parlare del Noce di Benevento? Qui la sera tra il 23 e il 24 di giugno succedono cose alquanto particolari. Si narra che in questa lunga notte, le streghe si riuniscano sotto questo albero per raccogliere gli ingredienti di alcune pozioni,  danzando e cantando. Ogni anno, tutte le streghe, sempre in questa notte. Raccolgono piante ed erbe, come l’iperico, detto proprio “erba di S. Giovanni”, l’artemisia,  la verbena, il vischio, il sambuco, l’aglio(…) Tra questi ingredienti ci sono anche piccoli frutti come le noci verdi. Si narra che le streghe mettessero ad essiccare per qualche giorno questo bottino per usarlo durante il periodo invernale.

A questo ritrovo annuale, ci sono anche Erodiade e Salomè, le streghe per eccellenza, che in quella notte si divertono ad infastidire gli uomini. Già, perché quella notte è l’anniversario della morte di san Giovanni Battista, causata e voluta da Salomè, come descritto in questo racconto

 

 

 quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente, non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia. Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre

Ma torniamo al nocino, le noci si raccolgono  in questa notte dopo che hanno assorbito il calore del sole e l’influsso lunare, prima che si ricoprano di rugiada. Successivamente si tagliano  in 4 pezzi e che vengono messi  in infusione nell’alcol (o nella grappa) con un po’ di zucchero, fino al 31 ottobre quando verranno filtrati.

Se ne ottiene una bevanda alcolica dalle potenti virtù digestive che aiuta il sistema immunitario ad affrontare il periodo invernale. Non a caso si consuma maggiormente durante le festività natalizie a conclusione di cene infinite con amici e parenti!

 

 

 

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