Noci e sposi, questioni di Cuore

 

L’amore è un
gesto pazzo
come rompere,
una noce con
il mento sopra
al cuore.
Lucio Battisti

Vi starete chiedendo cosa c’entrano le noci in tutto questo,  e nelle prossime righe ve lo sveleremo. Ci sono davvero molte tradizioni del giorno del matrimonio che hanno a che fare con le noci, e risalgono addirittura agli antichi Romani.

 

 

Per scoprire queste usanze partiamo dal Veneto, la terra di Cuor di Noce: qui girovagando nelle campagne coloratissime e piene di vita in questo periodo,   si notano degli alberi di Noce sparsi qua e là soprattutto nelle vicinanze di abitazioni rurali.  Sapete il perché?  La tradizione vuole che alla nascita di ogni figlia femmina, il padre pianti un Noce in giardino. Il suo prezioso legno servirà per realizzare la testiera del letto della futura sposa da portare  in dote nel giorno del matrimonio! L’usanza era diffusa maggiormente dalle famiglie contadine, che non avendo molto da offrire alla figlia, almeno le potevano dare un letto per la nuova casa.

Rovistando nei libri di storia,invece, Ovidio racconta di come  le noci non fossero solo un semplice alimento ma anche dei giocattoli che venivano regalati ai Saturnalia . In questi giorni di festa (dal 17 al 23 dicembre) ai fanciulli  si regalavano bambole di pasta o terracotta, noci ad altri giochi. Le noci rappresentavo la fanciullezza tanto che Catullo definisce l’esser bambino “l’età delle noci”. Pensate che  nel giorno  giorno delle nozze,  le noci venivano  lanciate agli sposi come simbolo dell’uscita dall’età dei giochi ed entrata in quella degli adulti

Non vi ricorda nulla? Ovviamente sì! Questa tradizione nel tempo ha visto scomparire  le noci  sostituite da riso e petali di rosa!

Nel sud Italia, invece, soprattutto in Puglia,  vi è  l’usanza delle donne di avere sempre in tasca una noce per evitare malattie e malocchio. Ma c’è di più: qualora una sposa non voglia aver figli, il giorno del matrimonio deve  nascondere nel proprio corpetto una noce per ogni anno di infertilità desiderata!

 

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